|
Altri eventi d'arte >>
|
|
Le foto di Patrizia Della Porta per THE BERLIN JEWISH MUSEUM di Daniel Libeskind
Palazzo del Monferrato, Alessandria, Via San Lorenzo 21 (15100),
|
La mostra, a cura di Sabrina Raffaghello e Roberto Mutti, rimarrà in corso fino all’8 agosto e sarà ospitata nell’elegante cornice di Palazzo del Monferrato ad Alessandria, proponendo un percorso attraverso le fotografie di Patrizia Della Porta che illustra i volumi di Daniel Libeskind in assoluta simmetria con l’ideale di recupero della memoria attraverso la composizione delle forme. Nel 1925 Vassily Kandinsky pubblicava “Punto, linea, superficie”, uno straordinario testo dove veniva teorizzata l’importanza della forma (naturale e artificiale) intesa come un significante della realtà ma anche come tensione di forze tutte da indagare in una inedita metafisica dell’estetica. Non è azzardato stabilire un paragone con il lavoro di Patrizia della Porta: anche lei invita a osservare la realtà in modo non banale invitando lo sguardo a scorrere al di là dell’immediatezza. Nel suo caso, però, i tre momenti dialettici cambiano e diventano spazio, tempo e superficie. Gli oggetti dell’architettura da lei colti si animano così in una visione di assoluta purezza dove l’essere e l’apparire si intrecciano in modo intrigante.
La mostra di Patrizia della Porta e Daniel Libeskind ci mostra l’altra faccia dell’architettura, quella simbolica, quella delle idee. Non a caso le fotografie di Patrizia della Porta raccontano in modo così intimo, così spirituale lo spazio fisico di un museo innovativo dove il contenitore si fonde e si raffronta al contenuto.
Diversi sono i punti di contatto di questi due geniali personaggi. Daniel Libeskind racconta la genesi del suo progetto marcando l’attenzione sulla dimensione concettuale e spirituale dello spazio. La memoria dell’olocausto ritorna ora lieve ora preminente attraverso tagli di luce che fendono come lame lo spazio e generano flebili fiammelle del ricordo. Senza memoria non c’è possibilità di evoluzione e i luoghi della memoria devono custodire la storia dei popoli e la storia degli uomini. Ecco allora che l’aspetto ideale sembra essere primario rispetto a quello progettuale, lo spazio fisico è tale perché frutto di uno spazio universale. Le foto di Patrizia della Porta ci aprono a una dimensione nuova, quella del tutto e del niente, dimensione che bene illustra la profonda emozione fisica che lo spazio del Museo Ebraico di
Daniel Libeskind a Berlino provoca sul visitatore. Empatia e ricordo, l’intero e l’assenza. Il taglio di luce squarcia con la sua carica di energia vitale l’assenza di forme, evoca nella sua essenzialità tutta forza della memoria e tutte le energie del ricordo.
Patrizia della Porta “Per me lo spazio architettonico è soprattutto una dimensione interiore, mentale. Nelle mie fotografie lo spazio e il tempo acquistano una dimensione metafisica che io ottengo eliminando ogni riferimento al contesto urbano. Non inserisco mai la figura umana, come tradizionalmente si fa per stabilire i parametri delle dimensioni ed elimino gli elementi, come ad esempio le auto, che dal tipo di design ricondurrebbero ad un preciso periodo temporale. Cosi’ facendo posso raggiungere il nucleo più profondo, quello che potremmo chiamare il tempo dell’anima. Noi tutti siamo fatti di tante età e non solo di quella anagrafica: c’è quella mentale che non necessariamente coincide con la prima e c’è, appunto, la più importante e preziosa, quella dell’anima. La superficie, infine, è una facciata in continuo movimento perché la luce ne modifica i connotati e le caratteristiche. Questo è un fatto che mi ha sempre affascinata. Uso solo due elementi: la luce – quella del sole nella fase di ripresa e quella attenuata della camera oscura nella fase di stampa – e la prospettiva. Quest’ultima è il frutto delle diverse ottiche dei miei obiettivi: ognuno, per il fatto di avvicinarmi o allontanarmi dal soggetto, mi indica diverse possibilità di visione”.
Ufficio Stampa
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale, 27 – 40125 Bologna
Tel. 051 269267 051 269267 | Fax. 051 2960748 info@studiopesci.it | www.studiopesci.it
|
|
|
|