Silvia Venuti
Medium artistico: Pittura, Filone artistico: Poesia Visiva
Franca Frittelli
Medium artistico: scultura, marmo-legno-ceramica, Filone artistico: Figura nello spazio e nel tempo
Rossella Taffa
Medium artistico: scultura in marmo, legno, ceramica. Filone artistico: pittura su tela o tavola, ol
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ANNA SOGNO ARBORIO MELLA
Contatti: info@annasogno.com,
Medium artistico: pittura
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Biografia
9 novembre 1923 Nasce a Ello (Como). Studia a Milano dalle suore Orsoline e si iscrive all'accademia di Brera.
Il suo impegno artistico è scaturito direttamente dagli interessi culturali maturati all'interno della famiglia. Il trisavolo Carlo Emanuele Arborio Mella fondò l'Accademia di Belle Arti di Vercelli, successivamente diretta e ampliata dal bisnonno Edoardo, la bisnonna Elisa Borromeo Arese fu buona pittrice della scuola del Palizzi, mentre lo zio Ambrogio Bazzero, poeta e scrittore, aderì alla “Scapigliatura” milanese e venne ricordato da Benedetto Croce nei suoi scritti.
Nell’immediato dopoguerra si è sposata con Edgardo Sogno e nel ventennio successivo accompagnò il marito in varie sedi diplomatiche.
1940-43 Segue a Milano i corsi dell’Accademia di Brera, allieva di Achille Funi ed Aldo Carpi per la pittura. In quel periodo ha frequentato anche gli studi degli scultori Messina e Manzù. Compagna di corso di Dova, Francese, Fiume e Crippa, strinse amicizia con Cassinari e Borlotti, di poco più anziani.
1943-44 Stringe amicizia con Guido Tallone che la incoraggia a persistere nell’attività artistica. Frequenta per un anno la galleria dell’Esame, diretta dal Somarè, e scrittori, giornalisti, esperti d’arte come Valentino Bompiani, Gaetano Afeltra, Giulia Maria Crespi.
A Parigi segue per qualche tempo i corsi della “Grand Chaumière”. Scopre l’alta lezione di Van Gogh e stringe amicizia con personaggi come il giornalista Domenico Bartoli, Alfio Russo, Marella Caracciolo, Lidia Croce, lo stampatore Alberto Tallone.
1954-60 Esegue paesaggi brumosi che si ricollegano alla scuola lombarda dell’Ottocento, ammirati da Dino Buzzati.
1957 Personale alla Galleria Montenapoleone, Milano.
1958 Personale alla Galleria Cairola, Milano.
1959 Personale alla Galerie Chardin, Parigi.
1960-67 Soggiorna negli Stati Uniti, prima a Filadelfia, poi a Washington. Frequenta il giornalista Ruggero Orlando, il Ministro Francesco Forte e la moglie Carmen, l’associazione “America/Italy Society”. Realizza opere segnate dai cimiteri d’automobili e dalle periferie delle grandi città.
1961 Personale alla Sessler Gallery, Filadelfia.
1962 Personale alla Wildenstein Gallery, New York.
1963 Personale alla Galerie d’Arcy, New York.
1965 Personale alla Washington Gallery of Arts, Washington.
1967-70 Soggiorna in Birmania. Visita e ritrae le pagode di Rangoon e Mandalay, Schwedagon; i variopinti locali dei quartieri popolari birmani, indiani e cinesi della capitale.
1968 Personale alla Galleria Montenapoleone, Milano.
Personale alla Galleria Ilaria, Varese.
1970 Personale all’Ambasciata Italiana OCSE, Parigi.
Personale alla Gavina Arte, Torino.
1971 Personale alla Galleria San Simpliciano, Milano
Si trasferisce a Torino. Dipinge le periferie, i mercati rionali, i prati fioriti. Aderisce all’Associazione Artistica della Cassiopea, conosce Riccardo Chicco.
1972 Personale alla Galleria La Parisina, Torino.
130° Esposizione Arti Figurative della Società Promotrice delle Belle Arti, Torino.
XIV Premio Nazionale di Pittura Figurativa Vasto: partecipa con “Cimitero di automobili” e “Periferia”.
1973 Personale alla Galleria Il Fauno, Torino.
Personale alla Galleria Schettini, Milano.
1975 Personale alla Galleria Il Gabbiano, Bologna.
1977 Personale alla Galleria L’Approdo, Torino.
1978 Personale alla Salle d’ Exposition de la Mairie, Roquebrune-Cap Martin
Personale a Sansicario.
1980 Personale alla Galleria Berman, Torino.
Dipinge in Francia nello Studio di Roquebrune.
1981 Personale a “I Venerdi’ d’Arte”, Teatro Nuovo, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e Tempo Libero della Regione Piemonte, Torino.
1983 Personale a “I Venerdi’ d’Arte”, Teatro Nuovo, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e Tempo Libero della Regione Piemonte, Torino.
1984 Personale a Grangesises, Sestriere.
1985 Personale alla Galleria Accademia, Torino.
1986 Personale al convento di San Bernardino, Saluzzo.
1987 Personale alla Sala Mostre dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di Bardonecchia, sotto l’egida del Comune.
Personale a Grangesises, Sestriere.
1988 Mostra antologica al museo di Milano organizzata dal comune di Milano
1989 Mostra antologica 1954-1988 (138 quadri) , Società Promotrice delle Belle Arti, Torino.
1990-93-99-02 Personale, Galleria Fogola, Torino.
1992 Personale, “Washington D.C. the Sixties”, Palazzo Reale, Milano.
Personale Galleria Pirra, Torino.
1995 Personale, Galleria Biasutti, Torino.
Personale, Diapason, Sansicario.
1996 Personale, Gancia Museum, Canelli (80 quadri).
2000 Personale, Fondazione Cravanzola, Milano
2001 Personale, Castello di Saint Pierre, Aosta.
Dipinge l’attacco alle Torri Gemelle e le bombe su Baghdad.
2002 Personale, “Per non dimenticare” Galleria Fogola, Torino.
2003 Riceve dal Comune di Milano l’Ambrogino d’Oro per i suoi meriti artistici.
2004 Personale Galleria 313, New Orleans.
24 novembre 2005 Muore a Torino.
Dicembre 2005 Personale Banca San Paolo, Torino.
Giugno-luglio 2007 Antologica alla Società Promotrice delle Belle Arti curata da Angelo Mistrangelo, Torino.
5 Dicembre-6 Aprile 2008 “L’Arte delle Donne dal Rinascimento al Surrealismo”, mostra ideata da Vittorio Sgarbi con Hans Albert Peters e Beatrice F. Buscaroli a Palazzo Reale, Milano.
CRITICA:
PHILIPPE DAVERIO
Maggio 1992
Pare che la signora Johnson dicesse: “There is a wife of an Italian diplomat who is painting the ugliest places in Washington”, riferendosi alle periferie che che Anna Sogno stava dipingendo negli anni immediatamente successivi all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.
Finita la politica liberale della Nuova Frontiera, la presidentessa stava tentando di abbellire la capitale con la sua “beautification campaign”.
Eppure in quegli anni, la sensibilità di una milanese dava ragione ad una indagine alternativa sulla cupezza che stava crescendo negli Stati Uniti.
Erede della grande tradizione morale lombarda, formatasi pittoricamente nella Brera del dopoguerra, Anna Sogno vedeva l’America di allora non come “Great Society”, ma nelle ansie dei luoghi che più significavano l’altra faccia.
Allieva nella tecnica del modo di Tosi e De Pisis, e influenzata nell’animo dal pathos di Sironi, ha guardato e rappresentato Washington, Baltimora e Philalelphia con l’occhio indagatore che già era stato di Hopper e di Steinbeck e l’amore critico che più tardi si sarebbe potuto ritrovare nel miglior cinema di Altman.
Intellettuale professionista, partecipe di quel mondo internazionale della politica e dell’informazione che aveva stabilito i suoi quartieri a Georgetown, trovò la concentrazione e l’energia per un lavoro pittorico di cui questa mostra propone un’ampia selezione.
Se qualche signora del bel mondo, conoscendo Anna Sogno solo di nome quale moglie di un nostro diplomatico, pensasse di assistere qui a uno dei tanti episodi mondani di dilettantismo da cui poter sviluppare lunghi ed esilaranti pettegolezzi, rimarrebbe amaramente delusa. Anna Sogno, come pittrice, è tutt’altro che una scolaretta e dimostra un carattere forte. La mostra é divisa in due sale: da una parte le periferie di Washington e alcune contrade della Virginia; dall’altra la Birmania, dove suo marito è attualmente ambasciatore; paesaggi, feste popolari e ritratti. Lo stile é deciso, schietto, qualche volta sommario, forse senza eccessiva preoccupazione del comporre. Toni bruni e rossastri, fosche atmosfere. C’è un vecchietto birmano e una giovane birmana di primo ordine. Ma soprattutto Anna Sogno narra molto bene la maledetta tristezza provinciale di quelle strade americane di suburbio con tutte le grosse automobili ferme ai lati, e non si vede un passante, e non si riesce a immaginare che razza di sciagurati stiano morendo di sbadigli o di TV in quelle squallide case.
VITTORIO SGARBI
Qual é il carattere della pittura di Anna Sogno? Intanto, seguendola in un lungo percorso diviso in ben riconoscibili periodi, ci accorgiamo che la fedeltà al tema e ai luoghi non ha niente a che fare con un atteggiamento illustrativo e che è invece fedeltà alla pittura. Anna Sogno crede che dipingere sia trascrivere emozioni sulla tela attraverso l’esperienza di un mestiere che, nell’età contemporanea, ha i suoi patriarchi negli impressionisti. Quindi, una pittura veloce a cui non sfugge la presa delle cose e che richiede una forte concentrazione per mantenere leggerezza e concretezza. La strada della pittura di tocco é stata battuta da non molti pittori in Italia, forse per il timore dell’invincibile confronto con gli impressionisti.
Soltanto Filippo De Pisis ha continuato, con indomito coraggio, a percorrerla mostrando la persistenza di un linguaggio che consente la felicità e la tragedia. È questa la sua principale variante rispetto agli impressionisti: attribuire lacerazione anche alla grazia, dolore alla bellezza. Gli umori, i tormenti le malinconie, le sofferenze distillano dai colori che non perdono trasparenza e levità. A questa lezione italiana innestata sulla tradizione francese, da Monet a Pissaro, si riferisce, con rigorosa disciplina, Anna Sogno.
La frequenza o stabilità del soggetto, dalle vedute brumose del Ticino ai tramonti sul Potomac, dalle interminabili periferie americane ai luoghi pittoreschi della Birmania, fino ai prati fioriti nelle pianure piemontesi, non sono indici di formalismo ma della perfetta coscienza che l’arte non sta nella cosa ma nel come, e che la tela accoglie prima l’emozione che la visione. Così un registro di malinconia, di fisicità anche nella percezione pittorica del vento, dei mutamenti di atmosfera, dell’afa o del tempo che annuncia la pioggia, domina la pittura di Anna Sogno che, per ostinazione e convinzione, sembra aver stabilito il suo tempo migliore, quello interiore, nella contemplazione, dietro una tela come spugna di sensazioni non affidate soltanto alla memoria, al veloce passaggio della mente, ma fissate in una serie di istanti di cui la pittura rende conto, anche con impercettibili varianti così come varia nel corso della giornata la nostra condizione psicologica.
Allora: qual é il carattere della pittura di Anna Sogno? In essa prevale l’idea dell’esercizio, della ricerca, sopra il risultato compiuto. L’esercizio non ripetizione, ma metodo. Così che i quadri di Anna Sogno ci appaiono come esercizi spirituali sulla pittura e sul suo senso. Risalire agli impressionisti significa riflettere, concentrarsi su un momento fondamentale della ricerca artistica, scavare e recuperare il significato di quelle sensazioni che sono ancora strettamente aderenti alla natura, al reale. È come se l’immagine e la sua emozione si siano una volta identificate, compito della pittura sia ritrovare quella reazione chimica, quel punto di fusione, in continui tentativi: esercizi appunto. E assolutamente spirituali, perché l’esperienza della pittura é un’esperienza mistica, e chiede una vocazione religiosa, una fede assoluta. Allo stesso modo la certezza di Dio non é nella sua esistenza ma nella nostra fede.
Così si può ostinatamente dipingere non essendo certi dei risultati, ma per interiore necessità. «Credo quia absurdum»; Anna Sogno, in mezzo ai terremoti della avanguardia, potrebbe scrivere di sè: «Pingo quia absurdum».
Sulla strada che da Monet porta a De Pisis, non su quella che da Duchamp porta a Paolini. E non importa se è semiabbandonata. Tanto meglio: sarà come averla fatta per la prima volta.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
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DINO BUZZATI, Anna Sogno, in “Corriere della Sera”, 9 marzo 1968.
MARIO LEPORE, Le mostre d’arte a Milano: Anna Sogno, in “Corriere d’informazione” 13 marzo 1968.
ENZO FABIANI, Pagode e auto defunte, in “Corriere d’Informazione”, marzo 1968.
DINO BUZZATI, Anna Sogno, in “Corriere della Sera”, aprile 1971.
MARIO PORTALUPI, Oriente e inverni alla “Simpliciano”, in “La Notte”, 18 aprile 1971.
STEFANO GHIBERTI Giungle e periferie, in “Oggi”, aprile 1971.
“Informazione Arte”, edizioni 1971-74.
MARZIANO BERNARDI, Una pittrice “romantica” della periferia, in “La Stampa”, 26 ottobre 1972.
Anna Sogno pittrice “ecologica”, in “Sogno”, 28 ottobre 1972
XIV Premio Nazionale di Pittura Figurativa Vasto (catalogo), Vasto, luglio-settembre 1972.
JANUS, Anna Sogno, presentazione in catalogo per la personale alla Galleria Il Fauno, Torino, ottobre 1973.
MARZIANO BERNARDI, Visioni d’America e Birmania nella pittura di Anna Sogno, in “Vitalità”, n.106, giugno 1971.
LUIGI CARLUCCIO, Anna Sogno, presentazione in catalogo per la personale alla Galleria La Parisina, Torino, ottobre-novembre 1972.
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ANGELO MISTRANGELO, Anna Sogno, in “Vitalità”, marzo 1977.
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ANGELO MISTRANGELO, Il Piemonte di Anna Sogno, in “Stampa Sera”, 20 gennaio 1980.
ANGELO DRAGONE, Anna Sogno, in “La Stampa”, gennaio 1980.
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ANGELO DRAGONE, Al Nuovo: futurismo con i “pratinfiore”, in “La Stampa”, 17 aprile 1983.
JANUS, Il colore istintivo del Sogno, in “Gazzetta del Popolo”, 23 aprile 1983.
ANGELO MISTRANGELO, Paesaggi e fiori di Anna Sogno, in “Stampa Sera”, 26 aprile 1983.
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VITTORIO BOTTINO, Anna Sogno, in “Corriere di Torino e della Provincia”, 26 ottobre 1984.
ANGELO MISTRANGELO, Immagini di Anna Sogno, in “Stampa Sera”, 30 ottobre 1984.
GIOVANNI VIARENGO, Galleria Accademia, in “Dossier Casa”, ottobre 1984.
GIORGIO CAVALLO, Anna Sogno, in “Torino 23 Più”, anno V, n.10, novembre 1984.
ANGELO DRAGONE, Anna Sogno quadri di “gioie e angosce”, in “La Stampa”, 13 settembre 1986.
Mostra di “Sogno”, in “Corriere di Saluzzo”, 26 settembre 1986.
ALDO SPINARDI, Gioia e angoscia del verismo, in “L’Umanità”, 7 ottobre 1986.
ANGELO MISTRANGELO, Anna Sogno, i fiori e le periferie, in “Stampa Sera”, 27 gennaio 1987.
ANGELO DRAGONE, Le Stagioni dipinte, in “La Stampa”, 30 giugno 1987.
ANGELO MISTRANGELO, Anna Sogno, paesaggi del mondo, in “Stampa Sera”, 7 luglio 1987.
BEPPI ZANCAN, Torino Sette, in “La Stampa”, 10 luglio 1987.
ANGELO MISTRANGELO (a cura di) Anna Sogno monografia della mostra alla Società Promotrice delle Belle Arti, con testi di Carlo Fruttero, Alberico Sala, Angelo Mistrangelo, Dino Buzzati, Luigi Carluccio, Marziano Bernardi, Edizioni Fabbri, Torino, 1989.
Anna Sogno: Washington Anni '60, catalogo della mostra a Palazzo Reale-Arengario, organizzata dal Comune di Milano, Settore Cultura e Spettacolo, con testi di Philippe Daverio, Ruggero Orlando, Furio Colombo, Vittorio Sgarbi, Nicola Caracciolo, Edizioni Kriterion, Milano, 1992.
RICCARDO PASSONI (a cura di) Costruire una collezione, Arte moderna a Torino III, Nuove acquisizioni 1994-1998 per la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. IVANA MULATERO (presentazione), Torino, aprile 1999.
MARTINA CORGNATI, ALBERTO CAPROTTI, FRANCO ABITANTE (a cura di) Anna Sogno, catalogo della mostra alla Fondazione Europea Alberto Cravanzola di Milano, con testi di Martina Corgnati, Alberto Caprotti e Franco Abitante, Milano, marzo 2000.
LUISA BRUNA CAPROTTI (a cura di) Il Giubileo di Anna Sogno, catalogo, Edizioni Albertus, Milano, 2000.
ROBERTO CATTRO (a cura di) I riflessi della vita e del tempo nel pennello di Anna Sogno, catalogo della mostra al castello di Saint Pierre, Edizioni internazionali, Aosta, 2001
ROBERTO CATTRO, Gli occhi di Edgardo si chiamano Anna, in “Al sole del monte bianco, Incontri di civiltà”, Edizioni Internazionali, 2002.
ROBERTO CATTRO, Le Torri di Anna, in “Al sole del Monte Bianco, Incontri di civiltà”, Edizioni Internazionali, marzo/aprile 2002.
ROBERTO CATTRO, Bagliori a Baghdad, in “Al sole del monte bianco, Incontri di civiltà”, Edizioni Internazionali, ottobre 2003.
Banca Unione di Credito, Annual Report, Lugano 2004.
ANGELO MISTRANGELO (a cura di) Anna Sogno: opere dal 1950 al 2004, catalogo della mostra alla Società Promotrice delle Belle Arti, Torino, giugno-luglio 2007.
AA.VV., "L’Arte delle Donne dal Rinascimento al Surrealismo", catalogo Federico Motta Editore con biografia e immagine del quadro “Philadelphia Skyline” prestato per la mostra ideata da Vittorio Sgarbi a Palazzo Reale, Milano, dicembre–aprile 2007-2008
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