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Ricordo di Claudia Gian Ferrari, una presenza importante nel mondo dell’arte contemporanea

Milano,


- Gallery

E’ scomparsa Claudia Gian Ferrari, storica dell’arte e collezionista appassionata oltre che gallerista, una presenza importante con un ruolo di primo piano nello sviluppo in Italia dell'arte contemporanea. Il suo modo unico di stare vicino agli artisti e al loro mondo, con interesse sincero e sempre grande entusiasmo, lascia un forte rimpianto in tutti quanti hanno avuto modo di conoscerla e di lavorare con lei.

Il vuoto profondissimo che tutti noi proviamo è illuminato dai ricordi, un patrimonio prezioso che continuerà a farci compagnia e a sostenerci così come lei ha fatto sin dalla fondazione della nostra associazione, accompagnandoci con reale interesse nel nostro percorso di sviluppo e di diffusione a favore delle donne artiste di cui era fervente sostenitrice. I suoi suggerimenti sono stati per noi preziosissimi!

Ricordo ancora molto bene il calore e l’entusiasmo con cui ha accompagnato il nostro gruppo a visitare la mostra da lei curata Il diavolo del focolare, tema a noi caro e che lei aveva abbracciato totalmente, scegliendo con cura le artiste presenti e creando un percorso di emozioni visive e sensoriali che testimoniano il rapporto complesso delle donne con i quotidiani spazi del vivere.

Soprannominata "la signora dell'arte", Claudia Gian Ferrari era erede della storica galleria milanese fondata dal padre Ettore nel 1936 e veniva considerata la vatessa del Novecento. Ha contribuito alla riscoperta e alla rivalutazione di tanti artisti italiani attivi durante il Ventennio ricostruendo le loro storie in un'Italia tormentata tra le due guerre, come Balla, Carra', De Pisis, Donghi, Martini, Oppi, Semeghini, Sironi, Tosi, Wild. Già il nonno materno Timo Bortolotti era un noto scultore, apprezzato non solo in Valle Camonica, dove eseguì nel 1930 la monumentale statua di Cristo Re a Bienno e nel '54 il monumento dell'ossario al Passo del Tonale. Ma fu soprattutto il padre Ettore con la galleria milanese e i rapporti con i più grandi artisti dell'epoca ad infondere in Claudia l'incondizionato amore per l'arte e le grandi opere.

Nativa di Darfo Boario Terme, dopo la laurea in lettere, nel '74 Claudia era diventata titolare della galleria con il padre, convivendo con lui una passione per l’arte respirata sin da bambina, sviluppando così una sensibilità che le ha permesso di arricchire la già straordinaria collezione di opere d'arte paterna, con dipinti di Sironi, Tosi, Carrà, De Chirico e Casorati e le sculture di Arturo Martini.
Alla morte del padre la Gianferrari si ritrovò da sola a condurre la galleria, dando dimostrazione di grande professionalità e competenza, promuovendo mostre d’altissimo livello.
Pochi anni fa scoprì di essere malata e fu così che decise di lasciare parte della sua collezione al Fai: «Presi la decisione poco prima di partire per l'America, dove mi avrebbero operata - raccontò in un' intervista -. Non sapevo come sarebbe andata. È stata la decisione più importante della mia vita, perché amavo moltissimo quelle opere».
Il Fai successivamente decise di esporre la collezione a Villa Necchi Campiglio a Milano, dove si trova tuttora, 44 capolavori di artisti come De Chirico, Carrà, Morandi, De Pisis, Severini, Campigli, Casorati, Martini, Gino Rossi, Sironi.

L'ultima esposizione pubblica delle opere di Claudia Gianferrari si è chiusa solo pochi mesi fa all'Accademia Tadini di Lovere, dove la gallerista, con i colleghi e amici Massimo Minini e Lucien Bilinelli, aveva dato vita alla mostra. Molto bello il ricordo di Massimo Minini che con parole commosse descrive una personalità indimenticabile e piena di sfaccettature: “Visitavo la galleria del tuo tuonante babbo e della mamma discreta, negli anni in cui studiavamo in Statale: poi ti ho vista apparire con un cappello indimenticabile, già allora. Ci siamo divisi per strade diverse, tu al Novecento, io a difendere gli ultimi -ismi; poi le strade si sono incrociate. A te oggi piace Ontani, a me Adolfo Wildt. Incredibile, no? Negli ultimi mesi abbiamo anche celebrato a Lovere con una bella mostra all'Accademia Tadini, questa nostra lunga amicizia, che ora continua su piani diversi; più alto il tuo, qui dabbasso il mio.
Come diceva il poeta: ‘Superior stabat Claudia, longeque inferior..”..

Rossella Taffa


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