Donne, l'ultimo dei Dizionari dell'Arte Electa curati da Stefano Zuffi
12 novembre ore 18.00, ulteriori info: stampa libri Electa, Tel 02 21563250/456, imaggi@mondadori.it
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INAUGURAZIONE sabato 7 giugno 2008 ore 18.30, per info: 339 1986674
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Iaia Forte - Il veleno, l'arte
Il 21 marzo 2005, ore 21

 

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" Fede per l'arte, arte per la fede: Fede Galizia e il suo tempo"


Milano, BNL, Piazza San Fedele, Sabato, 18 dicembre 2010, ore 15.30

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Sabato, 18 dicembre 2010, ore 15.30
BNL GRUPPO BNP PARIBAS
Piazza San Fedele, Milano

" Fede per l'arte, arte per la fede: Fede Galizia e il suo tempo"
Spunti per una passeggiata a Milano
a cura di Beatrice Ferrario

L’incontro, condotto dall’associazione degli Amici del National Museum of Women in the Arts, per l’edizione 2010 della maratona di raccolta fondi a favore di Telethon organizzata da BNL, è immaginato come la traccia ideale di una possibile passeggiata nella Milano dell’età borromaica, per scoprire che sulla città non venne solo stesa la cappa della Controriforma, bensì si crearono istituzioni lungimiranti e colte come la veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana fondata dal cardinale Federico Borromeo, ovvero edifici di lusso sfrenato come Palazzo Marino, oggi sede del Comune di Milano e in origine residenza privata del banchiere Tomaso Marino, con la sua storia di scandali sfarzo e decadenza, e della sua progenie fino alla nipote Marianna De Leyda meglio nota come le Monaca di Monza, la cui manzoniana memoria ci collega alla chiesa prediletta dallo scrittore, San Fedele, chiesa cardine del programma controriformato di San Carlo Borromeo, affidata in primis ai canonici provenienti dalla vicina chiesa di Santa Maria della Scala, dopo che quest’ultima era stata demolita per far posto all’omonimo Teatro

Negli intenti dell’Associazione degli Amici del NMWA ci sono iniziative di ricerca, di indagine e di approfondimento della realtà artistica italiana storica e contemporanea, per favorire la valorizzazione dei talenti femminili nelle arti. La nostra artista di riferimento per il periodo è la milanese Fede Galizia (1570-1630), della cui vita privata si sa molto poco ma di cui si conoscono numerose testimonianze pittoriche. Movendosi da una formazione di miniatrice, già adolescente raggiunge risultati convincenti e personali nel campo della pittura di fede, della ritrattistica - confrontandosi con il realismo di attenta osservazione naturalistica proprio dell’ nell’ambiente artistico lombardo integrato dalle soluzioni degli artisti nordici e fiamminghi presenti sul territorio - e soprattutto della natura morta, che tra Cinque e Seicento si libera della visione antropocentrica rinascimentale e comincia a non esser più tema secondario, stimolata anche da un’interesse sempre crescente per gli studi botanici e zoologici. La pittura di Fede Galizia, che certamente conosceva la Canestra di frutta del Caravaggio, interpreta il genere con accenti assai suggestivi, “creando particolari atmosfere che decretano la nascita dell'oggetto -"stato d’animo" in una visione pre-morandiana”.

Per un approfondimento: Fede Galizia nei Musei milanesi

Chiesa di S. Stefano:
Noli me tangere;

Museo Diocesano di Milano:
Cristo nell’Orto degli Ulivii;

Pinacoteca di Brera:
Alzata di cristallo con pesche, mele cotogne e fiori di gelsomino
Ritratto di un medico;

Pinacoteca Ambrosiana:
ritratto di Paolo Morigia
copia della Madonna zingara del Correggio, in deposito, inv. 830


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